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| Nel culto tributatogli dalle popolazioni abruzzesi, sembra quasi riemergere
la memoria degli antichi pastori-guerrieri e cercatori di metalli provenienti
dall'Oriente, il cui impatto civilizzatore con le popolazioni neolitiche
indigene provoco una sorta di rivoluzione culturale. Il tempio piu importante ed insigne, nell'antichita come oggi, e certamente quello presso Sulmona, dedicato al culto di Ercole Curino, divinita assai cara ai pastori precristiani e che, durante la grande rivolta delle popolazioni italiche contro Roma, divenne il massimo centro religioso degli insorti, riuniti nella Lega Italica. Questa densità
degli insediamenti cenobiti, anche più recenti, si spiega, probabilmente,
con la individuazione nel sistema montuoso della Maiella di luoghi dalla
natura selvaggia, privilegiati per esperienze spirituali quali leremia
e lesuchia, condizioni indispensabili per lattecchimento di
forme stabili dinsediamento secondo le tradizioni e le regole di vita
monastica sia occidentali che orientali.In particolare la Maiella, quasi
un anello verde attorno al sacro monte, si pone come marca di frontiera
e perno tra le esperienze monastiche pugliesi al sud, quelle campano-laziali
ad occidente e a nord quelle umbro-marchigiane, con i grandi insediamenti
benedettino cassinesi, in un sistema articolato di intrecci e scambi di
esperienze denunciato anche dalla tipologia architetturale, dalla storia
e dal patrimonio documentario relativo ai monasteri. I più importanti insediamenti in questa fascia sono le badie, di cui è un esempio mirabile la Badia di Santo Spirito di Sulmona, centri non solo di un sistema diffuso di conventi, eremi, romitoi e di sistemi religiosi urbani ma anche centri di riferimento per più di un millennio per la fruizione dei beni territoriali da parte delle popolazioni maiellensi e garganiche. Gli eremi della Majella sono contraddistinti da antri e ripari sotto roccia piuttosto spaziosi. Anche se gli eremi erano modesti e disadorni, in alcuni di essi è possibile rintracciare resti di intonaco dipinto, esso ricopriva i muri e le pareti rocciose levigate dallo scalpello. Nel 1200 Pietro da Morrone diede origine ad un nuovo movimento monacale riedificando i monasteri diroccati del massiccio. Fra gli eremi piu importanti vanno ricordati: l'eremo di S. Onofrio al Morrone, noto anche come Eremo di Celestino V, che, incastonato come un nido d'aquila su una immane parete rocciosa, domina da sulmona la Valle Peligna ed il sottostante tempio di Ercole Curino e la Grotta-Eremo di S. Michele di Pescocostanzo, sita nei pressi del tratturo. |